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Il ''Calendario''

2017
Ave, o Maria





   Noi sanmarzanesi ci affidiamo a Maria, nel tempo ed in ogni tempo.

   Ci sentiamo onorati per avere nel nostro territorio il Santuario rupestre Madonna delle Grazie, segno della Sua presenza fra di noi.

   Un volto che ci attende, dinanzi al quale chinarsi e pregare in silenzio.

   Maria è la Madre di tutti noi. È colei che sa.

   XXII Edizione


Gennaio


L’antico Santuario rupestre della Madonna delle Grazie è situato a circa 3 km da San Marzano di San Giuseppe, lungo la via provinciale che porta a Grottaglie.
Si pensa che l’attuale chiesa, scavata nella roccia, sia il risultato di due piccole chiese rupestri.
Secondo la leggenda il Santuario venne scoperto da un cavaliere guidato dal suo cane dinanzi all’immagine della Vergine, mentre altre notizie fanno risalire la scoperta ad alcuni contadini intenti a dissodare le terre.
Lo studio del Santuario si è rivelato complesso a causa della mancanza di documenti che ne attestino l’esistenza nel periodo medioevale ed in considerazione dei notevoli interventi di restauro.
Si può evidenziare che soltanto nel XVI secolo inizia un periodo di fervore religioso che fa dell’ipogeo un importante Santuario mariano, quindi luogo sacro e di ricca spiritualità, dove ci si avvicina a Dio tramite Maria.
La Sua sollecitudine affettuosa per gli uomini, l’attenzione materna con cui avverte una difficile situazione e la bontà nell'aiutare tutti spinge molti pellegrini a mettersi in viaggio verso di Lei per affidarLe preoccupazioni e pensieri angustianti.
Da Maria s’impara l’umiltà e la generosità di accettare la volontà di Dio, nella convinzione che la Sua risposta sarà un valido aiuto per superare le difficoltà.

(Tra le fonti consultate, Vittorio Farella, il Santuario rupestre della Madonna delle Grazie presso San Marzano - Ta - e i recenti lavori di restauro.)

Febbraio


Tra la rigogliosa vegetazione del Castrum Carrellum, oggi masseria li Grutt, si erge una chiesetta seicentesca, collegata alla sottostante cripta per mezzo di una scalinata. Questa chiesa, a navata unica con una volta a crociera e una a squadro, è caratterizzata da un altare in pietra locale che accoglie un affresco raffigurante la Vergine con il Bambino.
La costruzione della chiesa superiore avvenne, probabilmente, in seguito all’abbandono del rito greco per quello latino.
Al suo interno, in una teca di legno, viene custodita una statua di fattura leccese realizzata in cartapesta: la Madonna delle Grazie. Essa viene rappresentata in posizione frontale e con un seno scoperto. La Madonna indossa un manto blu, ricoperto di stelle, che richiama la volta celeste.
La statua è a mezzo busto, con il capo rivolto verso l’alto e il braccio sinistro che sorregge il Bambino, quasi ad esprimere un intenso rapporto di affetto. Le mani di Maria sono mani forti che parlano di amore, mani protettive che donano e ricevono contemporaneamente.
Questa statua, prima conservata nella chiesa madre di San Marzano di San Giuseppe, fu portata al Santuario negli anni ’70, dopo che il nostro amatissimo parroco, don Franco Venneri, ne fece realizzare una in legno.

(Tra le fonti consultate, N. Masini, Evoluzione delle fasi di esca-vazione ed elementi architettonici del Santuario)

Marzo


L’affresco “La Madonna con il Bambino” è l’icona simbolo del culto mariano. L’immagine della Vergine è stata dipinta da un artista di cui non si ha notizia intorno al XIII secolo, all’interno di un arco ricavato nella roccia. E’ ritratta in posizione frontale e indossa un chitone azzurro dal bordo dorato ornato di stelle, sopra una veste rossa ricamata. La Vergine sorregge il Bambino con il braccio sinistro, anziché con il destro, come generalmente si riscontra in altri dipinti della stessa epoca. L’immagine del Bambino è del tutto sovrapposta al fianco della Vergine, quasi ad esprimere un rapporto simbiotico tra madre e figlio. Il Figlio tiene con il braccio sinistro il chitone mentre con il destro Le cinge il collo fino a posarlo sulla spalla opposta della Vergine.
Il volto della Madonna suscita ammirazione per la nobiltà dei lineamenti e per l’intensa spiritualità del suo sguardo che esprime tristezza. Anche il volto del Bambino è serio ed è ritratto in un atteggiamento di totale abbandono verso la madre.
Tale iconografia afferma il ruolo della Vergine come intermediatrice tra Dio e l’uomo. Ciò viene sottolineato dallo sguardo della madre rivolto verso chi La guarda. Ai due lati dell’affresco ci sono le scritte in greco “MADRE DI DIO” e “GESU’ CRISTO”. Nel corso del XVII secolo l’affresco venne trasformato in una tavola d’altare, inserendolo in una cornice marmorea a mezzo busto. Soltanto i lavori di restauro degli anni ’70 lo hanno restituito ai fedeli nella sua interezza, grazie anche alla salda convinzione delle precedenti generazioni che lo ricordavano per intero.

(Tra le fonti consultate, Cosimo D. Fonseca, dalla “Defensa” di San Giorgio alla “Lama” della Madonna delle Grazie)

Aprile


Una piazza molto antica di grande valore devozionale è “Piazza Maria SS delle Grazie”, situata in una zona centrale del paese. È uno “spazio” di ritrovo per adulti e bambini e, da qualche anno, luogo di preghiera comunitaria di alcuni fedeli.
Nella piazza è presente un monumento realizzato in tufi dedicato alla compatrona di San Marzano di San Giuseppe. La struttura, sulla quale poggia il prezioso bassorilievo realizzato dal ceramista professor Orazio Del Monaco, richiama l’antica colonna che tanti anni fa delimitava il confine del paese. Come direttamente attinto dalle parole del professore, la scena rappresenta un’allegoria mariana con i vari miracoli in onore della Madonna. E’ possibile scorgere la presenza dell’ulivo, che rappresenta sia la fecondità e la benedizione sia le radici della nostra terra. Da destra verso sinistra troviamo San Luigi che regge la Chiesa circondato da angeli decorativi, a salire l’incontro di San Francesco con San Leonardo che rievoca la consacrazione di Assisi. Segue poi la processione della Madonna delle Grazie che viene collocata nella nicchia e richiama quella dell’omonimo Santuario a Lei dedicato.
Infine troviamo i vescovi che, per istituzione divina, rappresentano i successori degli apostoli. Il professor Del Monaco precisa che la devozione a Maria non può essere improvvisata perché è quel sentimento che anima silenziosamente il cuore di chi si affida a Lei. Non si possono realizzare certi lavori senza essere a Lei devoti in quanto questo attaccamento è il punto di partenza per una libera espressione dei sentimenti che animano il cuore di un artista.

Maggio


Il mese di maggio nella religione cattolico-cristiana è dedicato al culto della Beata Vergine. A San Marzano la devozione a Maria in questo mese, come testimoniano le persone anziane, ha radici molto remote.
In diversi punti del paese le famiglie realizzano un altarino, sul quale posizionano il quadro della Ma-donna oppure una statua.
Tutti i pomeriggi, verso le 17, davanti a questi altarini traboccanti di fiori colorati e profumati, un fol-to gruppo di devoti si da appuntamento per recitare il Santo Rosario e cantare inni tramandati in for-ma orale dalla religiosità popolare.
Ognuno si reca presso l’altarino munito di coroncina del rosario e di sedia. Si respira un clima di vera gioia, serenità e fede cristiana che avvolge tutti bambini e adulti. È possibile affermare che risale al 1700, dopo le molteplici missioni dei gesuiti in tutti i nostri paesi, la pratica devozionale delle pre-ghiere nel mese di maggio e la diffusione delle edicole votive sulle facciate delle abitazioni. Sono en-trambi segni di forte devozione e vicinanza a Nostro Signore.

Giugno


L’Addolorata è una chiesetta realizzata nel XIX secolo grazie ai lasciti testamentari dei coniugi Rosaria Cotugno e Pietro Greco con cui essi donarono tutti i loro beni alla Confraternita del Santo Rosario, affinché perpetuasse la loro memoria con preghiere di suffragio.
Gli anziani raccontano che la benefattrice Cotugno, per la costruzione della chiesetta, avesse trasportato personalmente “li uccett” (conci di tufo) sopra “la varda” (il basto) dell’asino. Ancora oggi, nelle preghiere ai defunti, la Confraternita la ricorda con affetto e gratitudine.
La Chiesa, ad una sola navata, ha una struttura molto semplice. Sul lato sinistro è possibile scorgere la nicchia che ospita la statua della Madonna del Rosario mentre sul lato destro si trova la nicchia con la Madonna Addolorata. Nel suo interno vi è custodito un pulpito ligneo molto prestigioso, realizzato artigianalmente da un falegname sammarzanese per la chiesa matrice agli inizi del secolo scorso. Sull’altare maggiore domina un quadro raffigurante la sepoltura di Cristo, recentemente restaurato a cura della congregazione. In questa chiesetta la Confraternita del Santo Rosario si riunisce per pregare e in essa sostano le statue dei Misteri il Venerdì Santo prima della processione serale.

Luglio


Attualmente la ricorrenza liturgica della Visitazione della Beata Vergine Maria è il 31 maggio, ultimo giorno del mese dedicato alla devozione mariana. La festa ricorda la visita che Maria fece alla sua parente Elisabetta, dopo aver ricevuto l’Annunciazione.
Anticamente la festa veniva celebrata il 2 luglio, ma la Riforma del Concilio Vaticano II, ha variato tale data nel calendario liturgico. A San Marzano di San Giuseppe rimane, ancora oggi, traccia dell’antica data della ricorrenza e i nostri concittadini, da sempre legati al culto della propria compatrona, la ricordano devozionalmente il 2 luglio. Questo giorno è preceduto da sette sabati di preghiera che rappresentano i sette doni dello Spirito Santo di cui Maria è la Sposa. In questi sette sabati i fedeli, dopo essersi radunati in piazza Padre Pio, s’incamminano verso il Santuario recitando canti e preghiere per partecipare alla Santa Messa. Il 23 giugno comincia la novena, molto sentita, in onore di Maria per rivolgere a Lei preghiere secondo le proprie intenzioni.
La mattina del 2 luglio, alle ore 5, una moltitudine di fedeli si raduna davanti alla chiesa Madre per portare in processione la statua lignea della Madonna delle Grazie fino al Santuario.
La solenne processione è da sempre un momento fortemente comunitario e aggregante che permette ai fedeli di San Marzano e dei paesi limitrofi di esprimere, tutti insieme, la devozione a Maria Santissima, sempre pronta ad accogliere le preghiere dei suoi figli, che a Lei, fiduciosi, ricorrono.

Agosto


Il 15 Agosto si festeggia l’Assunzione della Beata Vergine Maria, cioè la Sua “ascesa” in Paradiso. È un giorno di festa che rappresenta un momento centrale della fede in Maria: l’Assunzione che vince la morte umana.
La Chiesa ci insegna che Maria è assunta in cielo in corpo e anima in quanto preservata dal peccato originale che ha coinvolto l’intera umanità.
A San Marzano la solennità dell’Assunta viene vissuta con fervore religioso da tutti i suoi fedeli che, radunati alle prime ore dell’alba davanti alla Parrocchia San Carlo Borromeo, portano in processione la Madonna fino al Santuario, così come avviene per il 2 luglio.
I botti annunciano l’inizio della commemorazione liturgica e la partecipazione alla Santa messa, all’aperto nello spazio antistante la cripta, è vissuta con grande fervore da tutti i pellegrini.
Si tramanda che in questo giorno gli affittuari “scasavano” (liberavano le case) e i contadini avevano la consuetudine di dare fuoco alle stoppie.
La preghiera alla “Mamma che tutto può” assume un significato profondo per ogni fedele, all’alba del giorno, per un nuovo inizio.

Settembre


Quando a San Marzano si parla della “Culonna” si fa riferimento alla strada in cui era situata una struttura di tufi nostrani, alta circa 2 metri, su cui poggiava un‟antica statua, a mezzo busto, della Madonna delle Grazie realizzata in pietra e risalente, secondo fonti popolari, probabilmente intorno al 1700.
Questa Madonna era stata posta al confine del paese, precisamente tra via Tagliate e via Regina Margherita.
Il contadino, all'alba, prima di avviarsi nei campi, rivolgeva il consueto saluto mattutino “Madre mia, fiducia mia. Madre mia, speranza mia”
Ogni giorno, per devozione, si accendeva una lampada ad olio che aveva il compito di rischiarare quel luogo, ritenuto sacro, dal buio della notte.
Nei primi anni del '900, a causa dell‟estensione del paese, la colonna venne rimossa e la statua fu presa in custodia da tre sorelle “nunna Crocia, nunna Rata e nunna Mena”. A loro spese fece-ro costruire la nicchia dove è tutt‟ora custodita la statua.

Ottobre


Molto diffuso a San Marzano, come in tutto il meridione, è il culto e la venerazione della Madonna di Pompei.
La devozione alla Vergine riporta alla figura del Beato Bartolo Longo, riavvicinatosi alla fede dopo un periodo di travaglio interiore.
Durante questo periodo sentì la voce della Madonna che diceva “ Se cerchi la salvezza, diffondi il Rosario”. Decise, quindi, di aderire a questo invito.
A lui pervenne un quadro malridotto raffigurante la Madonna in trono con Gesù Bambino sulle ginocchia, in atto di consegnare la corona del Rosario a Santa Caterina da Siena e a San Domenico di Guzman.
Nel 1876 ebbe inizio il restauro del quadro e la costruzione della basilica proprio nel luogo dove Bartolo Longo aveva sentito la voce.
Nel 1883 scrisse la Supplica alla Regina del Santo Rosario con il titolo “Atto d’amore alla Vergine”.
La Supplica viene recitata solennemente due volte l’anno, alle ore 12 dell’8 maggio e della prima domenica di Ottobre. Anche tutti i fedeli di San Marzano attendono l’ora della Supplica e in quel momento, come in ogni parte, ognuno si sente in sintonia con le preghiere recitate nel Santuario di Pompei per volgere il cuore alla Madre che ama e assiste i Suoi figli in terra.

(Tra le fonti consultate, Le Suppliche e le Coroncine alla Vergine Maria, ed. San Paolo)

Novembre


La devozione alla Vergine Addolorata risale alla fine dell’XI secolo, ma la storia del culto ha un inizio ben preciso, il 15 agosto 1233.
Sette nobili fiorentini, iscritti all’arte dei Mercanti, intenti ad esprimere il loro amore a Maria in laudi davanti ad un’immagine dipinta su una parete di una strada, videro improvvisamente l’immagine animarsi, apparire addolorata e vestita a lutto per l’odio che divideva Firenze. Gettarono le armi e, dopo aver indossato un abito nero per esprimere dolore e sofferenza, istituirono la Compagnia di Maria Addolorata e si ritirarono in penitenza e preghiera sul monte Sanario.
La ricorrenza liturgica è il 15 settembre ma la devozione all’Addolorata raggiunge la sua massima espressione durante la Settimana Santa, perché il volto di Maria ci fa rivivere la Passione del suo amatissimo Figlio.
Nella processione dei Misteri del venerdì Santo, l’Addolorata segue il Cristo morto quale legame di intercessione tra Dio e i fedeli, legame che il culto mariano assegna a Lei.
I simboli che identificano la statua della nostra Addolorata sono rappresentati dal fazzoletto bianco in mano e dal vestito nero ricamato con filo dorato. La vera essenza è il volto rivolto al cielo con gli occhi colmi di angoscia e tristezza.

Dicembre


L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, cioè una verità universale e indiscutibile, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre del 1854 con la bolla Ineffabilis Deus che sancisce l’immunità della Vergine Maria dal peccato originale.
Questo dogma non afferma solo che Maria è l’unica creatura ad essere nata priva di peccato ma aggiunge che Lei, in quanto Madre di Dio, non ha commesso alcun peccato in tutta la sua vita.
Per sottolineare l’importanza di questo dogma la Chiesa Cattolica celebra l’8 dicembre la solennità dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria con la messa Gaudens Gaudebo.
La festività è preceduta dalla novena che simboleggia la continuità del cammino di fede.
Durante la celebrazione della messa dell’8 dicembre ogni bambino porta un fiore bianco, emblema di purezza e assenza di peccato. Il fiore, deposto ai piedi della statua della Madonna, è segno di voler aderire allo stile di vita di Maria e di affidarsi a Lei.



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