{"id":692,"date":"2020-07-01T14:44:00","date_gmt":"2020-07-01T12:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblioteca-sancarloborromeo.it\/?p=692"},"modified":"2020-10-05T18:40:25","modified_gmt":"2020-10-05T16:40:25","slug":"febbre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.biblioteca-sancarloborromeo.it\/index.php\/2020\/07\/01\/febbre\/","title":{"rendered":"Febbre"},"content":{"rendered":"\n<p>di <strong>Jonathan Bazzi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"570\" height=\"804\" src=\"http:\/\/www.biblioteca-sancarloborromeo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/9788860446060_0_0_804_75.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-693\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va pi\u00f9 via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece che sangue. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, ha pronta grazie alla rete un\u2019infinit\u00e0 di autodiagnosi, pensa di avere una malattia incurabile, mortale, pensa di essere all\u2019ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui non arriva il test dell\u2019HIV e la realt\u00e0 si rivela: Jonathan \u00e8 sieropositivo, non sta morendo, quasi \u00e8 sollevato. A partire dal d-day che ha cambiato la sua vita con una diagnosi definitiva, l\u2019autore ci accompagna indietro nel tempo, all\u2019origine della sua storia, nella periferia in cui \u00e8 cresciuto, Rozzano \u2013 o Rozzangeles \u2013, il Bronx del Sud (di Milano), la terra di origine dei rapper, di Fedez e di Mahmood, il paese dei tossici, degli operai, delle famiglie venute dal Sud per lavori da poveri, dei tamarri, dei delinquenti, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi, dove si parla un pidgin di milanese, siciliano e napoletano. Dai cui confini nessuno esce mai, nessuno studia, al massimo si fanno figli, si spaccia, si fa qualche furto e nel peggiore dei casi si muore. Figlio di genitori ragazzini che presto si separano, allevato da due coppie di nonni, cerca la sua personale via di salvezza e di riscatto, dalla predestinazione della periferia, dalla balbuzie, da tutte le cose sbagliate che incarna (colto, emotivo, omosessuale, ironico) e che lo rendono diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Proposto per il Premio Strega 2020 da Teresa Ciabatti: \u00abFebbre di Johnatan Bazzi \u00e8 un romanzo che testimonia un presente che \u00e8 gi\u00e0 futuro prossimo. Questa \u00e8 una storia del tempo nuovo: perch\u00e9 il fuoco \u00e8 sorprendentemente altrove rispetto a dove \u00e8 stato messo fin qui da letteratura e senso comune. Esula dai giudizi e sposta il baricentro sull&#8217;accettazione delle fragilit\u00e0. Una lingua contaminata \u2013 la lingua di una periferia dove si parla un pidgin febbrile di milanese, napoletano, pugliese e siciliano \u2013 a tratti interrotta, a tratti fluida, distorce, denuncia, svela, innalza e abbassa la soglia della gioia. Cos\u00ec il protagonista, creatura in divenire, non cerca un&#8217;identit\u00e0, o almeno non nelle categorie esistenti, ma ne inventa una sua personale in cui si ama su internet (&#8220;usatemi per studiare il cuore del nuovo millennio, quello che prima s&#8217;innamora e poi ti vede in faccia&#8221;), in cui si pu\u00f2 essere tutto, felicemente tutto: colto, balbuziente, emotivo, gay, ironico e anche sieropositivo. L&#8217;Orlando di Virginia Woolf qui si condensa, e trova realizzazione in pochi anni. Non servono pi\u00f9 secoli.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Jonathan Bazzi. 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